Vita da Majorette

Le majorettes fanno volteggiare accessori a grandi altezze, solitamente accompagnate da una band dal vivo. Molto probabilmente avrete visto delle majorette in uno spettacolo che occupava la pausa tra i due tempi di una partita di calcio alle superiori o all’università. Io sono diventata majorette quasi per caso, a sei anni facevo danza e in seguito ho provato con la ginnastica artistica, fino a che non ho visto una parata e allora ho iniziato a prendere lezioni private e poi sono entrata a far parte della banda musicale del paese. Da allora ho iniziato ad allenarmi nella palestra scolastica al pomeriggio con il gruppo di majorette della banda  musicale.

Mi ci sono voluti due anni di allenamento intenso prima di poter partecipare alle sfilate. Sono partita dal gruppo base delle majorette e poi sono arrivata al più avanzato passando per programmi di allenamento che prevedevano la marcia (primo e secondo livello) per poi passare al terzo (con i pon pon) per fare la mia prima sfilata. Che emozione per le vie della mia città! Nella progressione verso il twirling base e poi quello avanzato (quarto e quinto livello) l’allenamento è diventato di almeno due volte a settimana per due ore. Ogni anno si passa un esame che testimonia il livello raggiunto.

La mia passione è stata contagiosa e ora anche le mie due sorelle si sono iscritte. Mi hanno sentita a casa, mi hanno vista sfilare e la passione è diventata l’hobby di famiglia. L’impegno è tanto ma ne vale la pena. Una delle soddisfazioni maggiori è il rapporto con il pubblico che alle volte è davvero bellissimo. Quella serenità e la gaiezza che riesco a trasmettere mi ritorna centuplicata. Credo che, come lo percepivo io in forma di ammirazione, anche le persone che ci osservano percepiscano il nostro impegno. Al di là dell’impegno nella sfilata, la disciplina mi piace molto, il coordinamento dei movimenti tra le componenti del gruppo e il sincronismo è una delle cose che prediligo e ripaga in pieno tutto il duro allenamento, salendo di livello aumenta la dimestichezza e il divertimento e la soddisfazione che ne derivano.

Non credo che smetterei tanto facilmente, solo gli impegni di studio potrebbero indurmi a mollare. Per fortuna per ora riesco a conciliare entrambe le cose, anzi mi pare che lo studio tragga giovamento dall’esercizio fisico.